mercoledì 11 giugno 2014

Ho l'estate tra le mani





Anche se non è ancora arrivato il solstizio, il termometro e le atmosfere dei nostri lidi l'estate ce la fanno sentire già addosso.
Non resisto quindi alla tentazione di utilizzare come una sorta di ouverture alla stagione in arrivo, una bella poesia tratta da  E sulle case il cielo  di Giusi Qarenghi, illustrato da Chiara Carrer, edito da Topipittori nel 2007.






Ho l'estate tra le mani
un'anguria a fette larghe

Ho l'estate nelle gambe
sfido il vento e corro via

Ho l'estate sotto i piedi
è sdraiata dappertutto

Ho l'estate nella testa
sogni lunghi e sere chiare

Ho l'estate nella gola
ha sapore di gelato


La poesia è nella sezione Fuoco, terra. La pubblico su gentile concessione dell'autrice.



Giusi Quarenghi nel 2012 regalò una splendida lezione sulla poesia e su Leopardi a due classi (una terza media e una quinta elementare) che stavano lavorando sulle sue poesie e sulle opere del poeta di Recanati. Fu una mattina davvero speciale, grandi e piccoli che erano in quell'aula magna difficilmente la dimenticheranno.
Della scrittrice vorrei consigliare anche un altro bel libro, stavolta in prosa, che è una divertente ed emozionante autobiografia da bambina: Io sono il cielo che nevica azzurro, edito da Topipittori nel 2010. Dove con ironia, lucidità e affetto descrive la propria vita  in una Italia rurale e montana (la Quarenghi è nata a Sottochiesa in Val Taleggio nel 1951). E se arriverete in fondo, a pagina 107 , troverete anche una bella confessione delle sue prime grandi letture.



giovedì 5 giugno 2014

Ad ogni classe la sua ricetta per le letture estive...

Anche se nelle ricette estive alcuni titoli sono comuni, in particolare "L'inventore dei sogni" di McEwan, ogni classe avrà qualche ingrediente segreto e qualche lettura particolare.
Ecco la seconda ricetta, quella per la I C. Buone letture.




Ricetta per le letture estive.

“Dio mi guardi da quelli che leggono un solo libro”. (Proverbio italiano)

L’estate è lunga e sotto l’ombrellone, sulla panchina di un parco o nello zainetto in montagna i libri stanno benissimo. Quindi ne leggerete almeno tre.
Uno sarà utilizzato per la GARA DI LETTURA con altre classi che lo leggeranno come voi.
Quindi la lettura uguale per tutti voi sarà:

Ian McEwan, L’inventore dei sogni, Einaudi, 9 euro



Gli altri 2 libri da leggere sono da scegliere in questa lunga lista, ce ne sono per tutti i gusti. Tutti i titoli sottolineati indicano libri reperibili anche nelle biblioteche di Pesaro (vedi cataloghi nel sito: http://www.biblioteca.comune.pesaro.pu.it/)

Libri per chi ama gli animali:
Pennac, L’occhio del lupo, Salani, 8,50 E
J. London, Il richiamo della foresta, qualsiasi edizione (tra le altre: Marsilio 5 euro, Bur 7,90 E)
M. Rigoni Stern, Storie di animali, Einaudi, 9 euro
Libri per chi ama le scienze:
L. Novelli, Einstein e le macchine del tempo, ed scienza 8,90 euro
L. Novelli, Darwin e la vera storia dei dinosauri, ed. scienza 9 euro
L. Novelli, Galileo e la prima guerra stellare, ed. scienza, 8,90 euro
Libri per chi ama gli intrighi polizieschi:
 C. Lucarelli, Febbre gialla, EL, 8,50 euro
G. Sgardoli, Assassination, Bur, 9,90 euro
N. Ammaniti, Io non ho paura, Einaudi, 11 euro
A. Christie, Dieci piccoli indiani, Mondadori 8,50 euro
A. Conan  Doyle, Le avventure di Sherlock Holmes, Bur  8,90 E
D’Adamo, Tempo da lupi, De Agostini, 7,90
D. Siobhan, Il mistero del London Eye, Uovo nero 14 euro
Libri per chi ama l’avventura:
Twain, Le avventure di Tom Sawyer, Bur, Einaudi, Mondadori o altre edizioni, da 6 euro in su.
Baccalario, Ulysses Moore. La porta del tempo, Piemme 4,90
G. Paulsen, Nelle terre selvagge, Piemme 14 euro
Selznyck, Hugo Cabret, (con belle illustrazioni), Mondadori 16 E
Verne, L’isola misteriosa, De Agostini o altre edizioni
Libri per chi ama libri legati alla realtà  o alla storia :
L. Garlando, Per questo mi chiamo Giovanni, Fabbri 9,70 euro (su Giovanni Falcone)
Percivale, Ribelli in fuga, Einaudi 10 euro (scout che combatterono per la libertà)
S. Colloredo, Isadora Duncan, Einaudi 8,50 euro (da bambina a famosa danzatrice)
F. Silei, L’autobus di Rosa, orecchio acerbo 15 euro (la storia di Rosa Parks e della lotta per i diritti dei neri d’America, con bellissime illustrazioni)
F. Silei, Fuori gioco, Orecchio acerbo, 16 euro (la vicenda del Mozart del pallone Sindelar, durante il nazismo,  ben illustrato)
Palacio, Wonder, Giunti, 9,90 E  (la storia commovente e ironica di un bambino senza volto)
Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, Mondadori, 9 euro (la Resistenza vissuta da un ragazzo)
Frank, Diario, Einaudi, 13 E (uno dei diari più belli e importanti della storia del 1900)
Libri per chi ama il fantasy:
M. Ende, La storia infinita, Salani, 10 euro
Tolkien, Lo Hobbit, Adelphi 11 euro
Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Salani,  15 euro

Libri per chi ama la paura:
N. Gaiman, Coraline, Mondadori, 9,50 E
N. Gaiman, Il figlio del cimitero, Mondadori, 10 E
C. Dickens, Da leggersi all’imbrunire. Racconti di fantasmi, Einaudi, 12,50 E
Lemony Snicket, Una serie di sfortunati eventi, Salani, 11 E
Buzzati, La boutique del mistero, Mondadori, 9 E
Shelley, Frankenstein, Einaudi, 8,50
Libri per chi ama  conoscere  alcuni grandi classici:
Alcott, Piccole donne, Bur o altre edizioni,  8 E
Buzzati, Il colombre, Mondadori, 9 E
Pirandello, Uno, nessuno, centomila, in molte edizioni e reperibile anche on line su liberliber.it
Kafka, La metamorfosi, Garzanti, 4,90 E
Calvino, Il cavaliere inesistente, Mondadori, 9 E
Libri per chi ama la poesia:
Piumini, Che meraviglia, un ponte, Einaudi 15 E
Quarenghi, E sulle case il cielo, Topipittori 15 E
Lamarque, Poesie di ghiaccio, Einaudi
Mussapi, L’incoronazione degli uccelli nel giardino, Salani, 12 E
Auden, La verità, vi prego, sull’amore, Adelphi, 8 E
Libri per chi ama i fumetti:
Herge, Le avventure di Tin Tin, Rizzoli, 14,90 E
Goschiny-Uderzo, Asterix, Mondadori, 6,90 E
Quino, Mafalda, Salani, 8 E
Grazia Nidasio, Stefy, ci si rivede, eh?, Rizzoli 18 E
Watterson, Calvin e Hobbes, Panini 15 E
Libri per chi ama sorridere leggendo:
Twain, Diario di Eva, Feltrinelli 7,50 E (anche in versione audiolibro Full color sound, 9,90 e)
Goscinny e Sempé, Il piccolo Nicolas e i suoi genitori, Donzelli 12 E
Fine, Più si è meglio è, Salani, 9 E
Libri per chi si innamora:
Shakespeare, Romeo e Giulietta, (teatro), varie edizioni tascabili (Einaudi, Mondadori, etc)
Ferrara, Certi fiori stanno all’ombra, 10, 50 E
Spinelli, Stargirl, Mondadori, 9,50 e
Per chi ama le avventure di dei ed eroi:
Sabina Colloredo, Teseo, il Minotauro e il filo di Arianna, EL, 7,90 euro
Andrea Molesini, L’avventura di Ulisse, Mondadori 8, 50 E
Manaresi-Manna, L’Iliade, Rizzoli 18 E (illustrato)
Omero, Odissea (tradotta in prosa da Ciani), Marsilio, 9,90 E (per lettori forti)
   
Libreria specializzata per ragazzi: Le foglie d’oro in Via Morselli. Settore ragazzi ricco anche alla Campus Via Rossini, alla libreria Coop, Corso XI settembre. Libri usati o a metà prezzo al Didot Via Passeri, al Dr Books in Via San Francesco, in Via Castelfidardo al Catalogo e nell’altra libreria vicina. Poi tante altre belle librerie in città. Per alcuni libri esiste la versione e-book.

I libri da leggere sceglieteli voi: Annusateli, leggiucchiate qualche pagina, assaggiateli. Ricordatevi che leggere fa bene alla lingua e rafforza il pensiero. Tra una lettura e l’altra, per i muscoli andate al mare e fate sport.

mercoledì 4 giugno 2014

Una ricetta per le letture estive

A volte quando somministro liste di libri per le vacanze mi sento un po' un medico con il ricettario per i farmaci. In realtà preferirei essere considerato un cuoco che suggerisce delle ricette gustose.
 Leggere dovrebbe essere un'avventura personale e libera, ma i miei alunni sono ancora giovanissimi e spesso in libreria o in biblioteca hanno bisogno di qualche mappa per orientarsi, altrimenti si sentono in soggezione tra tutti quei libri, come il lettore di cui parla Italo Calvino nell'incipit di "Se una notte d'inverno un viaggiatore".
Ecco quindi una delle mie ricette per le letture estive, quella per la  I D. 



Ricetta per le letture estive.

L’estate è lunga e sotto l’ombrellone, sulla panchina di un parco o nello zainetto in montagna i libri stanno benissimo. Quindi ne leggerete almeno tre.
Uno sarà utilizzato per la GARA DI LETTURA con altre classi che lo leggeranno come voi.
Quindi la lettura uguale per tutti voi sarà:

Ian McEwan, L’inventore dei sogni, Einaudi, 9 euro


La seconda lettura la dedicheremo ad uno dei tanti libri scritti da Sabina Colloredo per prepararci all’incontro  dell' ottobre 2014.




Da scegliere tra questi titoli:
Per chi ama le storie di eroi e dei, ci sono i suoi libri della collana Hotel Olimpo,  edizione Elle, quasi tutti a 7,90 euro,  tutti reperibili anche nelle biblioteche di Pesaro (vedi cataloghi nel sito: http://www.biblioteca.comune.pesaro.pu.it/)
Achille e l’ultima battaglia
Afrodite dea dell’amore che viene e che va
Giasone, Medea e l’avventura del vello d’oro
Ulisse, un viaggio senza fine
Il cavallo di Troia e i suoi cavalieri
Penelope, EL, 15 euro
Il tempo dei miti greci, Einaudi ragazzi, 12 euro
Per chi ama gli animali o la scienza:
Storie vere di animali, Einaudi 6,90 e
Io ricordo. Se le molecole potessero parlare racconterebbero questa storia, Carthusia, 15,90 e
Per chi ama storie vere e personaggi realmente esistiti:
Isadora Duncan, Einaudi, 8,50 e (la vita di una grandissima danzatrice)
Pochaontas, EL, 15 e (la storia della figli di un grande capo indiano)
Un amore oltre l’orizzonte. Vita e viaggi di Margaret Mead, Einaudi, 11,50 e
I giorni dell’amore, i giorni dell’odio. Cleopatra regina a 18 anni, EL, 13,50

Il terzo libro da leggere potete sceglierlo in questa lunga lista. Tutti i titoli sottolineati indicano libri reperibili anche nelle biblioteche di Pesaro
Libri per chi ama gli animali:
Pennac, L’occhio del lupo, Salani, 8,50 E
J. London, Il richiamo della foresta, qualsiasi edizione (tra le altre: Marsilio 5 euro, Bur 7,90 E)
M. Rigoni Stern, Storie di animali, Einaudi, 9 euro
Libri per chi ama le scienze:
L. Novelli, Einstein e le macchine del tempo, ed scienza 8,90 euro
L. Novelli, Darwin e la vera storia dei dinosauri, ed. scienza 9 euro
L. Novelli, Galileo e la prima guerra stellare, ed. scienza, 8,90 euro
Libri per chi ama gli intrighi polizieschi:
 C. Lucarelli, Febbre gialla, EL, 8,50 euro
N. Ammaniti, Io non ho paura, Einaudi, 11 euro
A. Christie, Dieci piccoli indiani, Mondadori 8,50 euro
A. Conan  Doyle, Le avventure di Sherlock Holmes, Bur  8,90 E
D’Adamo, Tempo da lupi, De Agostini, 7,90
D. Siobhan, Il mistero del London Eye, Uovo nero 14 euro
Libri per chi ama l’avventura:
Twain, Le avventure di Tom Sawyer, Bur, Einaudi, Mondadori o altre edizioni, da 6 euro in su.
Baccalario, Ulysses Moore. La porta del tempo, Piemme 4,90
G. Paulsen, Nelle terre selvagge, Piemme 14 euro
Selznyck, Hugo Cabret, (con belle illustrazioni), Mondadori 16 E
Verne, L’isola misteriosa, De Agostini o altre edizioni
Libri per chi ama libri legati alla realtà  o alla storia :
L. Garlando, Per questo mi chiamo Giovanni, Fabbri 9,70 euro (su Giovanni Falcone)
Percivale, Ribelli in fuga, Einaudi 10 euro (scout che combatterono per la libertà)
F. Silei, L’autobus di Rosa, orecchio acerbo 15 euro (la storia di Rosa Parks e della lotta per i diritti dei neri d’America, con bellissime illustrazioni)
F. Silei, Fuori gioco, Orecchio acerbo, 16 euro (la vicenda del calciatore Sindelar, durante il nazismo,  ben illustrato)
Palacio, Wonder, Giunti, 9,90 E  (la storia commovente e ironica di un bambino senza volto)
Libri per chi ama il fantasy:
M. Ende, La storia infinita, Salani, 10 euro
Tolkien, Lo Hobbit, Adelphi 11 euro
Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Salani,  15 euro
Libri per chi ama la paura:
N. Gaiman, Coraline, Mondadori, 9,50 E
N. Gaiman, Il figlio del cimitero, Mondadori, 10 E
C. Dickens, Da leggersi all’imbrunire. Racconti di fantasmi, Einaudi, 12,50 E
Lemony Snicket, Una serie di sfortunati eventi, Salani, 11 E
Shelley, Frankenstein, Einaudi, 8,50
Libri per chi ama la poesia:
Piumini, Che meraviglia, un ponte, Einaudi 15 E
Quarenghi, E sulle case il cielo, Topipittori 15 E
Lamarque, Poesie di ghiaccio, Einaudi
Mussapi, L’incoronazione degli uccelli nel giardino, Salani, 12 E
Libri per chi ama i fumetti:
Herge, Le avventure di Tin Tin, Rizzoli, 14,90 E
Goschiny-Uderzo, Asterix, Mondadori, 6,90 E
Quino, Mafalda, Salani, 8 E
Grazia Nidasio, Stefy, ci si rivede, eh?, Rizzoli 18 E
Watterson, Calvin e Hobbes, Panini 15 E
Libri per chi ama sorridere leggendo:
Twain, Diario di Eva, Feltrinelli 7,50 E (anche in versione audiolibro Full color sound, 9,90 e)
Goscinny e Sempé, Il piccolo Nicolas e i suoi genitori, Donzelli 12 E
Calvino, Marcovaldo, Mondadori, 9 E (anche in versione audiolibro)
Libri per chi si innamora:
Piumini (da Shakespeare), Giulietta e Romeo, Einaudi 11 e
Ferrara, Certi fiori stanno all’ombra, 10, 50 E
Spinelli, Stargirl, Mondadori, 9,50 e
Per chi ama le avventure di dei ed eroi:
Andrea Molesini, L’avventura di Ulisse, Mondadori 8, 50 E
Manaresi-Manna, L’Iliade, Rizzoli 18 E (illustrato)
Omero, Odissea (tradotta in prosa da Ciani), Marsilio, 9,90 E (per lettori fortissimi)
   
Libreria specializzata per ragazzi: Le foglie d’oro in Via Morselli. Settore ragazzi ricco anche alla Campus Via Rossini, alla libreria Coop, Corso XI settembre. Libri usati o a metà prezzo al Didot Via Passeri, al Dr Books in Via San Francesco, in Via Castelfidardo al Catalogo e nell’altra libreria vicina. Poi tante altre belle librerie in città. Per alcuni libri esiste la versione e-book.

I libri da leggere sceglieteli voi: Annusateli, leggiucchiate qualche pagina, assaggiateli. Ricordatevi che leggere fa bene alla lingua e rafforza il pensiero. Tra una lettura e l’altra, per i muscoli andate al mare e fate sport.

giovedì 29 maggio 2014

Rimini Lampedusa Italia


Un bel documentario da (ri)vedere sul grande schermo



A dieci anni di distanza dall'uscita del documentario di Bertozzi Rimini Lampedusa Italia che raccontava la storia poco nota dei pescatori lampedusani a Rimini, l'isola siciliana è diventata sempre più frontiera d'Europa nel Mediterraneo. Tante vite vi passano e tante si sono perse nel mare che divide e uccide. 
Spesso gli abitanti di Lampedusa hanno mostrato nei confronti dei migranti una solidarietà che è andata anche contro le spinte repressive dei governi e la lontananza delle istituzioni europee.
Non casualmente il papa Francesco ha scelto Lampedusa come meta del suo primo viaggio dopo l'elezione.
Anni fa erano gli italiani che emigravano da Lampedusa a Rimini ad essere chiamati "maruchen". 
E' interessante conoscere questo lato poco noto della città riminese e della storia, spesso rimossa, dell'emigrazione italiana. 
Chi volesse vedere il film su grande schermo può approfittare della proiezione gratuita sabato 7 giugno 2014 alle 21 al Cinema Tiberio di Rimini. In sala ci saranno l'autore e alcuni dei protagonisti.
Altre informazioni sul sito: 


Marco Bertozzi (Bologna, 1963) è un nome noto nel panorama del documentario italiano. Al 21° Torino Film Festival il suo Rimini Lampedusa Italia era in concorso. Poi sono venuti altri film molto interessanti tra i quali Predappio in Luce (2008) e Profughi a Cinecittà (2012). Bertozzi si occupa di documentari anche come docente universitario,  come critico e come storico del cinema del reale. Ha scritto molti saggi, ricordo tra gli altri quelli sullo spazio urbano nel cinema, su Olmi e sulla  Storia del documentario italiano. 
Ha curato per la Rai anche una serie di trasmissioni su documentari e cortometraggi: Corto Reale.
Il suo sito è marcobertozzi.it



Ecco cosa scrivevo per la rivista Frameonline e cosa raccontavano Marco Bertozzi e Natalie Cristiani a Torino nel 2004:

Attento all’antropologia del vivere urbano, al 40° Pesaro Film Festival vedemmo e apprezzammo Fieri… e basta (1999), indagine sulle tribù giovanili riminesi, mentre a Locarno 2004 si è visto il suo documentario di montaggio Appunti romani. Con Rimini Lampedusa Italia Bertozzi stavolta affronta un aspetto davvero inedito della città adriatica ormai sinonimo di Las Vegas italiana, come lo stesso Fellini scriveva nel suo Fare un film: “Ora il buio non c’è più. Ci sono invece quindici chilometri di locali, di insegne luminose: e questo corteo interminabile di macchine scintillanti, una specie di via lattea disegnata coi fari delle automobili. Luce, dovunque: la notte è sparita, si è allontanata nel cielo e nel mare”.
Bertozzi va a cercare proprio quel buio del mare e lo fa scoprendo una comunità di pescatori lampedusani che iniziò a immigrare qui quarant’anni fa, quando i riminesi avevano abbandonato la pesca. L’integrazione non è stata facile, li chiamavano “maruchen”, e ora sono loro a fare gli armatori e a dar lavoro a marocchini, tunisini, eccetera.
Il regista riminese si inserisce nelle loro vite, fatte di notti passate in mare, di ritorni stagionali nell’isola natia, di tradizioni religiose e antropologiche resistite al genocidio culturale in atto da almeno trent’anni, non solo in Italia, ahimè.
Non c’è voce over onnisciente, il montaggio è molto aperto, si usano immagini riprese in digitale sui luoghi e sui volti dei protagonisti e materiale di repertorio con cinegiornali e spot d’epoca sulla Rimini capitale del turismo. Un linguaggio poco televisivo e molto personale, forse qui e lì un po’ prolisso ma spesso molto intenso. Indimenticabile la scena della notte in barca a contemplare la natura mentre si lavora, o quella in cui i pescatori si rispecchiano nelle immagini del documentario di De Seta Pescherecci che guardano al videoregistratore, e commentano osservando i particolari di quelle imbarcazioni di decenni prima; si sente il ritmo immutabile dei riti lavorativi che nonostante tutto permane.
Incontriamo Marco Bertozzi e Natalie Cristiani, montatrice di Rimini Lampedusa Italia, dopo la proiezione e il dibattito al 21° Torino Film Festival, con un intervento inaspettato di una giovane spettatrice lampedusana (manco fossimo in Sogni d’oro di Moretti: con il pastore sardo, il bracciante lucano, e la casalinga di Voghera!) che, attratta dal titolo, tra i pescatori del film ha riconosciuto lo zio e ha apprezzato la verità dell’opera.

frameonline – (Iniziamo l’intervista con una domanda a Natalie Cristiani) Come mai in un lavoro documentario come questo avete scelto di lasciare il nero per diversi secondi in alcune scene, non rischiate di perdere il ritmo?
natalie cristiani - Capisco che possa essere una cosa fastidiosa, ma è un modo per dare delle pause di riflessione tra un argomento e l’altro. È una punteggiatura molto più cinematografica, al cinema siamo abituati ad accettarla più che in un documentario. Ma il montaggio di questo film ha avuto ritmi abbastanza lenti e distesi. Soprattutto quando si lavora con materiale così eterogeneo, girato anche male in alcuni casi, l’accelerare porta a falsare il materiale, sembra che si voglia trasformarlo in quello che non è.

f. - Gli inserti televisivi nella barca: Bush e Blair, le notizie dei Tg sulla guerra in Iraq sono delle sottolineature volute?
n.c. - Quella, sembra assurdo, è presa diretta casuale. Marco è stato per alcune volte con i pescatori che stanno fuori in mare per ventiquattr’ore e tengono il televisore acceso la notte, per cui passano da mtv a RaiNews24. Ci piaceva questa scena, anche simbolicamente: i pescatori che facevano i nodi e ascoltavano queste notizie di guerra, anche se eravamo sicuri che pochi avrebbero creduto alla casualità della scena.

f. - Alla fine del documentario c’è un accenno agli sbarchi dei migranti a Lampedusa e alle tensioni tra i no global e i lampedusani durante le manifestazioni di Ferragosto. Però l’argomento viene solo sfiorato. Come mai?
n.c. - Quella era un’altra storia che avrebbe avuto bisogno di molto tempo, bisognava raccontarla bene e non era questo l’obiettivo di Marco, l’oggetto del film erano i pescatori trasferitisi a Rimini.

f. - Tra l’altro rinunciate a cavalcare la tigre dell’attualità.
n.c. – Ma, sai, Marco non è un giornalista di reportage, dando molto spazio anche a quell’aspetto il film sarebbe diventato altro.

f. – (Mi rivolgo a Bertozzi, che si è avvicinato) Parlavamo delle mie perplessità sulle pause in nero nel montaggio.
marco bertozzi – Be’, il ritmo di questo documentario non è affannato, c’è la fase kumbaka, come viene chiamato dallo yoga il momento in cui, durante la respirazione, né si inspira né si espira l’aria, ci sono dei “kumbaka di montaggio”.
n.c. – Non mettere la frase sul kumbaka!
m.b. – No, invece mettila.
Puoi respirare per quattro battiti, poi stai fermo per quattro battiti (kumbaka), infine espiri. Qui c’è questo kumbaka al nero.

f. – De Seta di cui usi alcune immagini, è un tuo modello di cinema?
m.b. – De Seta è un grande maestro, i suoi documentari degli anni Cinquanta andrebbero mostrati obbligatoriamente a tutti quelli che vogliono fare cinema nel mondo. (Ride). Poi lo conosco personalmente, è stato gentilissimo a concedermi l’utilizzo delle sue immagini, abbiamo anche organizzato una grande retrospettiva in aprile a Roma di tutti i suoi film, da Diario di un maestro agli ultimi.

                 Una scena da Diario di un maestro                           

f. - Come è nata l’idea di fare un film su questa comunità di pescatori lampedusani a Rimini?
m.b. – Ho scoperto l’esistenza di questa comunità da un amico insegnante che aveva notato alcune difficoltà, anche linguistiche, dei ragazzi provenienti da questa comunità.
Sono temi che mi interessano, ho sempre fatto film o su città o su situazioni di contaminazioni culturali, da Note per quattro amici, il mio primo documentario prodotto da Olmi che vinse Anteprima nel 1993: era la storia di quattro amici che vivevano un orizzonte di intrecci culturali perché nati da genitori di diverse nazionalità e venuti in Italia da piccoli, quindi con degli slittamenti identitari anche tragici per loro. Poi ho fatto un documentario sulla comunità cingalese di Bologna, insomma per me è sempre stata una passione.

f. - Nel film ricorre spesso l’elemento della processione, della madonna, della devozione popolare che qualcuno tra il pubblico ha visto come fanatismo. Per tale aspetto ti sei rifatto al cinema di Fellini e di Rossellini, che avevano un occhio attento all’Italia intrisa di religiosità arcaica?
m.b. – No, non ho mai pensato a questi nomi. Quelle scene della processione nel finale del documentario colpiscono perché re-innescano un irrazionale che noi abbiamo pensato di poter controllare attraverso un approccio razionale alla vita. Non è importante essere cattolici o musulmani, secondo me c’è un elemento antropologico che è la necessità del rituale. I nostri rituali istituzionalizzati sono lo sballo il sabato sera in discoteca, lo stadio la domenica pomeriggio, tra l’altro ben legati al business. Qui c’è un rituale, un’appartenenza identitaria forte che sarà certamente destinata a slabbrarsi, c’è qualcosa di tribale che non attiene al pensiero moderno della modernità come controllo razionale del mondo. Io, tutte le volte che vedo queste scene, mi emoziono.

f. - Citavo Fellini e Rossellini proprio perché loro furono capaci di far vedere questo aspetto, che nel cinema italiano successivo è pressoché scomparso, semmai relegato a folclore per turisti.
m.b. – Certo. Infatti per questo è importante De Seta, perché lui posa lo sguardo sulle culture subalterne, sui rituali che sembravano dover scomparire per questa modernità così rapida, così violenta, così importata, che aveva invece come etica unificante l’italiano della televisione e la società dei consumi. Attraverso queste due cose gli italiani sono diventati italiani e si sono dovuti vergognare delle loro molteplici appartenenze. Questa tradizione dei lampedusani, conservata anche nella loro vita riminese, è una specie di miracolo.

f. - Volevo sapere cosa pensi dell’attuale situazione schizofrenica del documentario in Italia, tra successi statunitensi (Moore su tutti, ma anche The Corporation e altri) e una situazione languente dal punto di vista produttivo e distributivo del documentario italiano ed europeo.
m.b. – Mai come in questo periodo c’è uno iato enorme tra una nuova consapevolezza e le possibilità produttive e distributive. È un po’ il solito discorso sulla mancanza di Tele+ che garantiva una prima percentuale per avviare feconde politiche produttive e poi anche di visibilità, perché Tele+ mostrava il tuo film. C’è anche un altro rischio: ed è quello che questa vague documentaria si riferisca solo a contenuti e non a un’idea di cinema. Sembra che il documentario serva solo a denunciare qualcosa, deve essere un film di impegno sociale e basta. Invece può essere diario intimo, film saggio, cinema di ricerca, può essere tantissime altre cose. Per cui c’è questo sviluppo del documentario, però non vorrei che passasse solo come contro informazione, altrimenti ci limitiamo al reportage che poi la televisione fa normalmente. Forse la nostra idea è di rivolgerci più al cinema, anche con questi tempi del montaggio più distesi.

f. - Come hai fatto ad avere questa fiducia da parte dei pescatori?
m.b. – Questa è una qualità che matura superando il tempo dell’imbarazzo e il tempo della “messa in scena immediata delle situazioni”, devi stare senza una finalità in tempi brevi, riflettere con loro. Ad esempio, una cosa che ti stupirà era un livello di condivisione molto grande sulla bellezza in termini naturalistici: del mare, dei tramonti. Trovare dei luoghi di incontro, in questo caso anche estetici, ha definito una qualità dello stare insieme, per cui loro si sono lasciati andare e sono stati a loro agio durante le riprese.

(da Frameonline, 04/12/2004)

mercoledì 21 maggio 2014

POESIE, per ridare senso al dire.

Più passa il tempo e più mi sembra necessario leggere o rileggere poesie. Anche nei momenti difficili, i versi altrui possono consolare o aiutare a riannodare fili che si stavano spezzando, consumati dal trascorrere del tempo o dal dolore.
Anche a scuola si ha spesso la sensazione che i versi poetici ed in particolare la loro memorizzazione dia soddisfazione agli alunni.  Commuove la loro emozione nel recitare e nel sentire il dominio di quelle parole a volte ostiche ma  cariche di senso.
Vorrei quindi trascrivere qui questa poesia di Primo Levi la cui opera di poeta è poco conosciuta.

Primo Levi

Polvere

Quanta è la polvere che si posa
Sul tessuto nervoso di una vita?
La polvere non ha peso né suono
Né colore né scopo: vela e nega,
Oblitera, nasconde e paralizza;
Non uccide ma spegne,
Non è morta ma dorme.
Alberga spore vecchie di millenni
Pregne di danno a venire,
Crisalidi minuscole in attesa
Di scindere, scomporre, degradare:
Puro agguato confuso e indefinito
Pronto per l'assalto futuro,
Impotenze che diverranno potenze
Allo scoccare di un segnale muto.
Ma alberga pure germi diversi,
Semi assopiti che cresceranno in idee,
Ognuno denso di un universo
Impreveduto, nuovo, bello e strano.
Perciò rispetta e temi
Questo mantello grigio e senza forma:
Contiene il male e il bene,
Il pericolo, e molte cose scritte.

29 settembre 1984

tratta da Altre poesie,  in Primo Levi, Opere, volume 3, a cura di Marco Belpoliti, La Biblioteca di Repubblica, 2009



giovedì 15 maggio 2014

Il gusto dei contemporanei



"Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira". 
J.D. Salinger, Il giovane Holden





Da alunno di medie e di liceo non ho mai avuto la fortuna di incontrare con la scuola gli scrittori che leggevo o che studiavo. 
Solo nelle aule universitarie ebbi l'occasione di poter porre domande ad alcuni scrittori come Ottiero Ottieri, Giuseppe Bonaviri e Vincenzo Consolo o a registi come Ettore Scola. 
Ma vivendo a Roma non era difficile intrufolarsi in librerie o in istituzioni culturali dove si potevano ascoltare personaggi quali: Attilio Bertolucci, Luis Sepulveda, Wim Wenders, Edgar Morin, Ernesto Balducci, Daniel Pennac.
A Pesaro invece da insegnante e appassionato di letteratura per bambini e ragazzi ho potuto usufruire del progetto di Adotta l'autore (vedi il sito http://www.adottalautore.it) che da diversi anni permette alle classi partecipanti di incontrare gli autori dei libri  dopo averne letto una o più opere. Ho quindi apprezzato e spesso fatto apprezzare ai ragazzi autori come Antonio Ferrara, Fabrizio Silei, Guido Sgardoli, Gek Tessaro. 
 A proposito dell'importanza di dare corpo e vita alle letture dei ragazzi, mi sembra quindi importante segnalarvi il bell'articolo in cui Paolo Teobaldi ricostruisce l'esperienza de Il gusto dei contemporanei. 
Un'altra bellissima iniziativa che dal 1980 al 2003 nella città di Rossini un valente gruppo di insegnanti di scuole superiori organizzò per  stimolare la conoscenza degli scrittori "vivi", attraverso lo studio dei loro libri e un incontro finale tra tutte le classi coinvolte e l'autore. Di quelle interviste collettive vennero anche pubblicati dei volumi che raccoglievano anche scritti inediti e testimonianze critiche. 
Scrittori del calibro di: Leonardo Sciascia, Paolo Volponi, Umberto Eco, Italo Calvino,  Mario Rigoni Stern, Daniele Del Giudice, Mario Luzi, Alberto Moravia,  Primo Levi. 
Volumi purtroppo esauriti, ma reperibili in parte nelle biblioteche cittadine o citati in altrui opere o siti (con o senza il permesso dei curatori, come è usuale fare nella giungla editoriale italiana).
Tra l'altro nel suo articolo sulla rivista www.doppiozero.com, lo scrittore e insegnante Paolo Teobaldi, tra gli ideatori di quegli incontri, recensisce anche il documentario L'interrogatorio, quel giorno con Primo Levi, che riprende la memoria dell'incontro tra gli studenti pesaresi e Primo Levi avvenuto il 5 maggio 1986.
Ecco il link con l'articolo di Teobaldi: http://www.doppiozero.com/materiali/fuori-busta/primo-levi-il-5-maggio-1986
e con il trailer del documentario:https://www.youtube.com/watch?v=d7ZH9hgy2Yg

(L'illustrazione in alto è il manifesto che Massimo Dolcini fece per Il gusto dei contemporanei in occasione dell'incontro con Italo Calvino).

domenica 4 maggio 2014